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La pizzeria di Milano più amata da vip e celebrities si sta espandendo nel mondo

Da indirizzo immancabile della domenica per una certa tipologia di milanesi a brand globale della ristorazione italiana: Le Specialità, la pizzeria-ristorante amata da vip, imprenditori e creativi, accelera la sua espansione internazionale

A Milano non è raro incrociare per strada un volto noto, un creativo o una celebrity. Più raro, invece, è che un ristorante riesca a intercettare nel tempo un pubblico così eterogeneo, riconoscibile e affezionato. Le Specialità rientra in questa categoria. Nato nel 1977 come pizzeria in una traversa di Corso di Porta Vittoria, il locale ha costruito nel tempo una fama che trascende l’offerta: è diventato un luogo di incontro, un punto di ritrovo capace di mettere attorno allo stesso tavolo imprenditori, creativi, famiglie storiche della città e ospiti internazionali. Una dimensione che emerge soprattutto la domenica sera, quando la città rientra dal weekend e alcune abitudini si ripetono senza bisogno di essere reinventate. È da questa continuità, più che da un effetto novità, che nasce il percorso di crescita che oggi porta Le Specialità oltre Milano, in Italia e all’estero.

La sala de Le Specialità
La sala de Le Specialità

Le Specialità: una storia che inizia nel 1977

Un locale nato come pizzeria fondato da una famiglia di panificatori, che già allora sperimentava un impasto leggero e distintivo. La svolta arriva negli anni Novanta e poi nel 2005, quando la famiglia Cummo prende in gestione il ristorante, avviando un percorso di crescita che dura ormai da vent’anni. “Il format però è sempre rimasto fedele a sé stesso: un ristorante aperto sette giorni su sette, con solo materie prime freschissime, una ricerca esasperata della qualità e un grande rispetto per la tradizione. E nel 2027 diventerà Bottega Storica”, ci racconta Massimiliano Cummo, figlio del proprietario del locale storico di Milano. Massimiliano, oltre a essere cresciuto lavorando in prima linea nel locale di famiglia, ha intrapreso personalmente lo sviluppo internazionale di Le Specialità. È infatti tra i fondatori di Food World, la holding creata per espandere il brand all’estero, con la partecipazione di investitori finanziari. 

Emily Ratajkowski a Le Specialità
Emily Ratajkowski a Le Specialità

Da indirizzo storico a punto di riferimento della borghesia milanese

Il successo di Le Specialità non nasce da strategie di comunicazione o da mode passeggere ma dal passaparola, ci racconta il proprietario: “Non sono i social a fare la differenza per noi, ma vedere con i propri occhi che al tavolo accanto c’è lo stilista, l’imprenditore, una famiglia storica milanese. Questo crea un senso di appartenenza che ai milanesi piace”. E così, negli anni, il locale diventa una tappa fissa per l’alta società cittadina.

Tra i clienti affezionati stilisti Giorgio Armani e Domenico Dolce, così come modelle e celebrity internazionali come Bella Hadid, Kendall Jenner ed Emily Ratajkowski, a cui è dedicata una delle pizze signature, la Emrata con crudo e burrata. Altre creazioni omaggiano personaggi pubblici: per esempio la Silvio, dedicata a Silvio Berlusconi, con mozzarella, fiori di zucca, cipolla di Tropea, prosciutto crudo, scaglie di grana e zucchine.

La focaccia Andria-Mazara
La focaccia Andria-Mazara

Un modello di successo

Alla base del successo de Le Specialità c’è un format solido e inclusivo, costruito su un’offerta ampia e strutturata, capace di parlare a pubblici anche molto diversi tra loro. “Sappiamo accontentare e soddisfare tantissime esigenze”, spiega Massimiliano Cummo. La pizza resta il cuore dell’esperienza, con una proposta che a Milano arriva a contare fino a 70 referenze, ma si affianca a una cucina mediterranea che spazia dai crudi di pesce alla pasta fresca fatta in casa, fino ai grandi classici romani e milanesi. Questa varietà permette al locale di essere frequentato trasversalmente: famiglie, clienti business, giovani, studenti, coppie, gruppi multigenerazionali e oggi anche influencer. “La domenica abbiamo la famiglia con i nonni e i nipoti, durante la settimana il mondo del business, e poi un pubblico giovane molto fedele”.

La Pizza Emrata con prosciutto scrudo e bufala
La Pizza Emrata con prosciutto scrudo e bufala

Un successo costruito nel tempo che non è hype passeggero

“Non parlerei di hype. L’hype sale e scende. Qui parliamo di una certezza costruita in vent’anni di lavoro costante con l’attuale proprietà”, precisa Cummo. Le Specialità sarebbe diventata un’istituzione proprio perché non segue le tendenze, ma ha consolidato un’identità riconoscibile, affidabile, capace di attraversare le generazioni. È proprio da questa solidità che spinge i proprietari a trasformare una pizzeria in un format replicabile ed esportabile altrove. “Negli ultimi anni sempre più ospiti internazionali ci chiedevano: perché non aprite a New York, a Los Angeles, a Dubai?”.

Le Specialità a Miami
Le Specialità a Miami

La grande crescita tra pop-up e nuove sedi da Istanbul a Miami

Il primo banco di prova arriva nel 2022 con un pop-up stagionale a Ibiza con il Gruppo Pacha: oltre 10.000 ospiti in una sola stagione. Poi l’apertura della prima sede fissa fuori dall’Italia a Istanbul nel 2024, all’interno di un hotel cinque stelle sul Bosforo, e nel 2025 l’approdo negli Stati Uniti con l’apertura nel Design District di Miami, uno dei distretti creativi più importanti al mondo. “Ci piace definirci ambasciatori della cucina italiana. Chi viaggia e ci ritrova a Miami o Istanbul prova lo stesso senso di appartenenza che vive a Milano”, racconta il proprietario che tutti chiamano Max.

Una pizza de Le Specialità
Una pizza de Le Specialità

I prossimi passi de Le Specialità tra Venezia e Los Angeles

Parallelamente, il successo stagionale a Poltu Quatu con il Gruppo Castello SGR, in Costa Smeralda, con oltre 14.000 clienti in un mese e mezzo, conferma la forza del brand anche nelle destinazioni leisure di lusso. Ogni apertura mantiene la stessa proposta gastronomica, importando eccellenze italiane e adattando spazi e atmosfere al luogo, senza snaturare l’esperienza. Oggi restano attive le sedi di Milano, Istanbul e Miami, con Poltu Quatu confermata anche per la prossima stagione. E anche il futuro pare già tracciato con un’apertura imminente a Venezia (sembrerebbe entro questa primavera, magari in zona Biennale d’Arte), un progetto appena contrattualizzato a Los Angeles che si realizzerà tra il 2026 e il 2027, e numerose richieste negli Stati Uniti: New York, Dallas, Palm Beach, Coral Gables e altre mete esotiche come Bahamas, Dubai e Hvar. Inoltre, per consolidare la presenza a Milano è nei piani l'apertura di una seconda location in pieno centro. “Vogliamo diventare un brand globale con una forte connotazione lifestyle”, conclude Cummo. “Un’alternativa italiana autentica ai grandi nomi internazionali, per chi nel mondo cerca cucina italiana vera, in luoghi di alto profilo”.

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