Nuovi hotel, ristoranti, beach club. Ecco perché Poltu Quatu è la destinazione dell’anno in Sardegna
Tra nuove aperture, ospitalità di alto profilo e un’identità rinnovata ma fedele al territorio, Poltu Quatu torna in scena come una delle mete più interessanti della Sardegna. Ecco tutte le novità dell’estate 2025
Un piccolo villaggio bianco affacciato sul mare, raccolto tra rocce granitiche e acque cristalline. Poltu Quatu in gallurese significa “porto nascosto”, anche se oggi tanto nascosto non è più. Eppure conserva quel fascino discreto che lo distingue da ogni altra meta della Costa Smeralda. Nato negli anni ’80 tra Porto Cervo e Baja Sardinia come rifugio elegante lontano dai riflettori, oggi torna protagonista con un’identità rinnovata ma fedele alle sue radici tra nuovi ristoranti, beach club, hotellerie d’eccellenza e wellness. A guidare questa rinascita è Castello SGR, realtà leader negli investimenti immobiliari, che a marzo 2024 ha scelto Poltu Quatu come primo tassello di un piano di rilancio dell’hospitality italiana. Un progetto che parte dalle destinazioni iconiche e punta a riportarle al centro del turismo internazionale.
Poltu Quatu dall'alto
La storia (in breve) di Poltu Quatu
Affacciato sull’Arcipelago della Maddalena, tra le rocce scolpite della Costa Smeralda e immerso nella macchia mediterranea, Poltu Quatu nasce alla fine degli Anni ’80 come villaggio ispirato all’architettura organica del Mediterraneo: intonaci bianchi, linee morbide, scorci intimi. Per anni è stato un punto di riferimento dell’estate sarda, tra locali iconici, celebrità di passaggio e una marina — la “Marina dell’Orso” — diventata set di film e serie TV, come A casa tutti bene di Gabriele Muccino. Poi con il tempo, il borgo sembrava essersi un po’ cristallizzato nel ricordo. Ora, il rilancio. “Abbiamo visto in Poltu Quatu la possibilità di dare nuova vita a un’intera destinazione, trasformandola in un hub contemporaneo più vicino alle esigenze del viaggiatore moderno”, racconta a CiboToday Michelangelo Ripamonti, responsabile Hospitality Investments di Castello SGR. “Vogliamo proporre un lusso che non sia mai fine a sé stesso, ma che rifletta il valore del luogo, il rispetto per l’ambiente e la qualità dell’esperienza”.
La lobby del nuovo W Sardinia - Poltu Quatu
Il grande ritorno del borgo nascosto della Costa Smeralda
Il rilancio di Poltu Quatu parte da un approccio conservativo e radicato nel contesto. L’intento di Castello SGR non è mai stato quello di cancellarne la storia, ma di reinterpretarla con rispetto e visione. “Fin dall’inizio, l’obiettivo è stato valorizzare il potenziale della destinazione salvaguardandone le caratteristiche originali. Poltu Quatu è nato con uno stile mediterraneo ben definito, che abbiamo scelto di mantenere e rafforzare, senza alterarne l’essenza”, spiega Ripamonti. Una coerenza visibile nell’estetica rinnovata ma fedele, nell’uso di materiali locali, nella continuità delle forme. Quella che potrebbe sembrare un’operazione di semplice restyling è in realtà l’inizio di una trasformazione più ampia, che ridefinisce la natura stessa del borgo: non più solo meta di villeggiatura, ma ecosistema aperto, in dialogo con il territorio e capace di accogliere viaggiatori, residenti e visitatori occasionali.
La sala del ristorante Tanit a Poltu Quatu
Le novità dell’estate 2025: l’apertura del nuovo hotel W Sardinia
Tra le novità più attese dell’estate 2025 c’è il W Sardinia – Poltu Quatu, nuovo hotel del gruppo Marriott Bonvoy, che si aggiunge alle due proprietà italiane del brand W Hotels (già presenti a Roma e Firenze, e in arrivo anche a Milano e Napoli). Il debutto del ‘dabliu’ è previsto per agosto, con una struttura – quella dell’ex Grand Hotel Poltu Quatu - completamente riprogettata dallo studio newyorkese Meyer Davis: 154 tra camere e suite, spazi wellness, fitness e una ricca programmazione di eventi. Quattro i punti di ristorazione: il Tanit, ristorante serale affacciato sulla marina; la W Lounge, bistrot informale attivo tutto il giorno; il Wet Deck per uno snack a bordo piscina; e il W Beach Club Sardinia, aperto solo a pranzo.
La sala del ristorante CouCou a Poltu Quatu
I nuovi ristoranti di Poltu Quatu
Ma le novità non si fermano all’hotel. Il borgo si arricchisce di nuovi partner gastronomici, selezionati “con l’obiettivo di costruire un’identità forte e riconoscibile per la destinazione”, spiega Ripamonti. Il primo ad aprire, a metà giugno, è stato Il Marchese di Davide Solari e Lorenzo Renzi: la versione estiva del ristorante romano con cocktail e amaro bar, già presente a Roma e Milano. Anche Le Specialitàha inaugurato lo scorso 26 giugno 2025, nella marina privata da 380 posti barca. Il celebre locale milanese, noto per la sua pizza fina e croccante, approda a Poltu Quatu dopo Miami, Ibiza e Istanbul. Il nuovo spazio da 85 coperti, firmato dall’architetto Derek Castiglioni, ospita un grande bancone bar e propone una carta snella centrata sulla pizza, affiancata da piatti della tradizione romana e meneghina – dalla cacio e pepe alla cotoletta alla milanese – insieme a proposte locali come fregola, crudi e pescato del giorno.
Le Specialità a Poltu Quatu
Da Milano arriva anche Nobuya, del maestro Niimori Nobuya, che reinterpreta la cucina giapponese con tecniche e materie prime italiane. L’8 luglio sbarca il CouCou, con il suo rooftop vista marina e la cucina mediterranea dai tratti francesi, direttamente dal 52° piano del Palm Jumeirah di Dubai. Restano due punti fermi: l’Aruanã, storica churrascaria di Porto Cervo presente qui dal 2019, e il rinnovato Caffè della Piazza, animato tutto il giorno dalla proposta all-day dining firmata dallo chef stellato Fabio Ciervo. Chiude il cerchio il Verde Beach Sardinia, nuovo beach club in una baia appartata appena fuori dal borgo, raggiungibile solo via mare. Dopo Dubai e St. Tropez, porta anche in Costa Smeralda la sua formula di ristorazione con intrattenimento musicale.
Un piatto di spaghetti alle vongole de Il Marchese di Poltu Quatu
Un progetto aperto al futuro
Il borgo ospita anche gallerie d’arte contemporanea, boutique di design, spazi dedicati allo sport e al benessere, contribuendo a creare un ambiente non solo da ammirare, ma da vivere. “Il viaggiatore di oggi non cerca solo una camera o un ristorante, ma un luogo che abbia personalità e che sappia raccontare una visione e creare connessioni emotive. Questa sinergia è ciò che lo rende realmente attrattivo”, sottolinea Ripamonti. Il rilancio di Poltu Quatu non si esaurisce con l’estate 2025: è solo il primo passo di un progetto più ampio, che prevede nuove aperture, collaborazioni culturali, eventi e iniziative capaci di rendere il borgo sempre più riconoscibile e vitale, stagione dopo stagione.
Il Marchese a Poltu Quatu
“Si tratta di un progetto in divenire, questa stagione segna l’inizio di un percorso”. Un’operazione con un impatto concreto sul territorio: oltre cinquecento nuovi posti di lavoro, un indotto turistico riattivato – “ci aspettiamo che nei prossimi anni il progetto possa generare un ritorno a doppia cifra” – e un modello di sviluppo che punta sulla valorizzazione del contesto locale.
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